Piantare alberi potrebbe salvare noi e il Pianeta, perche' i governi non lo fanno?

Piantare alberi potrebbe salvare noi e il Pianeta, è la soluzione più efficace che abbiamo

Che piantare alberi fosse un’ottima strategia per purificare l’aria e produrre l’ossigeno pulito lo sapevamo già, (ndr ed è grave il fatto che stanno tagliando gli alberi in tutte le città con il pretesto che siano malati o fattore di rischio) ma che farlo sia anche il modo più intelligente ed economico per affrontare la crisi climatica, lo confermano gli scienziati che hanno fatto un primo calcolo di quanti alberi potrebbero essere piantati per salvare il Pianeta.

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Quindi uno studio ha confermato che si tratta della soluzione più economica e naturale per ridurre i cambiamenti climatici. Secondo uno studio del Politecnico di Zurigo, rimboschire una superficie poco più grande del Brasile permetterebbe di togliere due terzi del CO2 presente nell’atmosfera. Importante però che non siano alberi OGM e foreste silenziose

L’analisi ha rivelato che sul pianeta ci sono 1,7 miliardi di ettari di terra senza alberi. Una zona che rappresenta l’undici per cento della superficie terrestre. Gli studiosi hanno escluso tutti i campi utilizzati per l’agricoltura e le aree urbane. Sono state invece incluse le zone dedicate al pascolo, anche perché alcuni alberi possono avere effetti benefici per pecore e bovini. Leggi qui.






La riforestazione è una delle armi più efficaci per lottare contro il riscaldamento del clima. A dirlo è un nuovo studio del Politecnico federale di Zurigo pubblicato venerdì dalla rivista “Science Journal”. Stando ai ricercatori elvetici se a livello globale si puntasse sul rimboschimento di 900 milioni di ettari di terreno gli alberi potrebbero assorbire due terzi delle emissioni causate finora dall’uomo. Una volta cresciuti, gli alberi piantati su quest’area (si tratta di una superficie un po’ più ampia di quella del Brasile) saranno in grado di immagazzinare e di togliere dall’atmosfera terrestre 205 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, hanno calcolato Jean-Francois Bastin, Tom Crowther e gli altri autori. Non molto meno quindi dei 300 miliardi di tonnellate rilasciate nell’atmosfera dall’umanità a partire dalla rivoluzione industriale.

L’area del pianeta che, nelle attuali condizioni climatiche, potrebbe essere coperta da foreste è stata determinata grazie all’intelligenza artificiale. Si tratterebbe di aumentare la superficie che oggi è coperta da foreste di circa il 25%. La più grande superficie adatta alla riforestazione si trova in Russia dove si potrebbero “sfruttare” 151 milioni di ettari. Seguono gli USA (103 ), il Canada (78,4), l’Australia (58), il Brasile (49,7) e la Cina (40,2).

Non c’è tempo da perdere

È tuttavia importante agire rapidamente, perché il riscaldamento climatico renderà alcune aree inadatte al rimboschimento, avvertono i ricercatori dell’ETHZ. Bisogna inoltre tener conto che gli alberi appena piantati impiegheranno decenni prima di raggiungere la piena capacità di stoccaggio di CO2.

Gli autori dello studio mettono infine in guardia dal falso presupposto che il riscaldamento climatico farà aumentare la superficie delle foreste a livello globale. È probabile che la copertura forestale aumenterà nelle regioni settentrionali come la Siberia. In quelle regioni i boschi sono tuttavia molto meno fitti rispetto alle foreste tropicali, che stanno perdendo terreno. FONTE

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